Chiudi
logo Gruppo Lo Conte
Gruppo Lo Conte

Il Gruppo Lo Conte è leader in Italia nella produzione di farine speciali e preparazioni per dolci.


I Nostri Marchi
Cotoletta milanese o viennese? Ecco ricette, storia e consigli di cottura

L’origine storica di quello che mangiamo oggi, come la famosa cotoletta “milanese”, è un percorso affascinante perché racconta di uomini e donne, popoli e nazioni.

In queste poche righe andremo lontano nel tempo, alla scoperta delle differenze fra la “viennese” e la “milanese”.

Una cotoletta fritta, ma due ricette ben differenti

Una leggenda narra che il famoso Maresciallo austriaco Radetzki (1848) dichiarò apertamente che fra le due cotolette preferiva la cotoletta “milanese”. Non sappiamo sia vero, ma questo aneddoto spiega bene come fra le due ricette ci sia una sorta di lotta culinaria. Quale nacque prima non è dato saperlo, ma in molti sostengono che fu la cotoletta milanese a dare origini alla viennese durante la annessione della Lombardia all’impero austriaco. È certo però che di carne di vitello impanata si parla già nel Medioevo; Pietro Verri (illuminista italiano) ne “La storia di Milano” (1783) riporta un documento del lontano 1183 in cui si cita un ricco pranzo con vitello impanato (“lombos cum panitio”).

 

Differenze fra cotoletta “milanese” e “viennese”

La cotoletta “milanese” o “alla milanese” che dir si voglia, è fatta con costolette di vitello (il taglio di carne dovrebbe essere il carré) e mantiene l’osso. La carne è pressata, ma rimane comunque alta, è passata nell’uovo, impanata e fritta nel burro.

La cotoletta “viennese” (Schnitzel) ha molte differenze rispetto alla cugina “milanese”

  • è senza osso
  • la parte del vitello usata è il noce o la fesa
  • la carne può essere sia di vitello che di maiale
  • non è una cotoletta alta, bensì larga e sottile
  • la carne è infarinata, passata nell’uovo e poi cosparse di pangrattato

 

Pan grattato in fiocchi Cotoletta perfetta Le farine Magiche

Per realizzare una cotoletta (alta o sottile decidete in base al vostro gusto) provate a lasciare il classico pan grattato per sperimentare Pan grattato in fiocchi Cotoletta perfetta.

È stata pensata per chi ama davvero la tavola! Per chi sa che la frittura può declinarsi in molte varianti, conferendo nuove sensazioni di sapore in base a come viene realizzata. La differenza la sentirete sia nel gusto sia nella sensazione tattile al palato.

Infatti, il Pan grattato in fiocchi Cotoletta perfetta nasce per realizzare una panatura speciale: i fiocchi, realizzati senza crosta del pane, avvolgono la carne riuscendo a renderla morbida dentro ma croccante fuori; la panatura rimane ben aderente alla fetta di carne e la frittura risulta molto leggera perché non assorbe olio. Potete provarla non solo per le cotolette di vitello, ma anche per il pollo, il maiale e per il pesce.

Consigli di cottura della cotoletta perfetta

Che la amiate alta o bassa e sottile, ecco alcuni suggerimenti validi sempre e che miglioreranno il vostro piatto di maiale, pollo o vitello impanato:

  • praticate dei tagli con le forbici lungo i bordi della fetta, aiuterete le fibre della carne a distendersi e a non arricciarsi
  • l’olio versato nella padella dovrebbe raggiungere l’altezza di circa 1 cm lungo le pareti della stessa: questo consente di immergere bene la cotoletta
  • l’olio deve arrivare alla giusta temperatura: testatela immergendovi un pochino di pan grattato: se sfrigola l’olio è alla temperatura ottimale
  • fate cuocere una cotoletta per volta, girandola, mantenendo la fiamma alta
  • oscillate la padella così che l’olio copra anche la parte superiore della cotoletta
  • quando togliete le cotolette dall’olio poggiatele su carta assorbente, poi mantenetele calde in forno preriscaldato a 100° con lo sportello semiaperto

Cotoletta perfetta