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Gruppo Lo Conte

Il Gruppo Lo Conte è leader in Italia nella produzione di farine speciali e preparazioni per dolci.


I Nostri Marchi
Farinata: dove nasce e come farla

La farinata è un piatto semplice e nutriente: vi raccontiamo come prepararla in casa per viaggiare con il gusto

La farinata di ceci è una pietanza a base di ingredienti semplici: farina di ceci, olio extravergine di oliva, sale e acqua. È un piatto antico che nella tavola moderna può avere un posto d’onore per molti motivi: è facile da realizzare, è una ricetta vegana e gluten free, si presta a molte “rivisitazioni” culinarie.

In alcune zone della Liguria la chiamano fainè e la caratteristica di questa preparazione è essere una sorta di torta salata molto bassa dal gusto inconfondibile grazie alla materia prima, i ceci sfarinati. La consuetudine vorrebbe che la farinata fosse cotta in teglia in forno a legna, ma anche un forno casalingo è sufficiente per sfornarla perfetta e dorata. Basta seguire l’accortezza di raddoppiare il tempo di cottura.

 

Preparazione casalinga della farinata

In una terrina unite l’acqua con la Farina di Ceci e un rametto di rosmarino. Lasciate riposare per almeno un’ora e versate il tutto in uno stampo unto di olio. Infornate in forno casalingo statico (meglio se con attivazione sia della resistenza superiore che inferiore) poggiando lo stampo sulla leccarda nella parte alta del forno. La temperatura del forno deve essere di circa 250°. La cottura è di circa 20 minuti. Dosi degli ingredienti: farina di ceci 150 gr; acqua 450 ml; olio evo 2 cucchiai; sale q.b.

 

La farinata fatta bene e “che fa bene”

La farinata è di sicuro un piatto che piacerà a chi ama i legumi. La farina di ceci Le Farine Magiche è realizzata con i migliori ceci selezionati per il profilo aromatico, il gusto il sapore e il colore. Coltivati nei migliori campi vengono sapientemente raccolti, selezionati, essiccati e finemente macinati in tempi brevi per preservarne la qualità nutrizionali come le proteine. Dopo la raccolta i ceci vengono sgranati, selezionati in base alla grandezza e lasciati essiccare così da esaltare il profilo aromatico. L’ultima fase è la macina. Con la farina in omaggio una bustina di insaporitore per esaltare ancora di più il gusto delle ricette salate in particolar modo della farinata.

  

Curiosità: quando nasce la farinata

Molte ricette del mondo greco latino parlano di sformati fatti con i legumi, ingrediente usato anche nel mondo arabo, in collegamento da millenni con l’Italia. Se questa è la storia ufficiale dell’uso del legume nella penisola italiana, ora vi raccontiamo la leggenda: voci popolari tramandano che la farinata risale ad una data precisa, il 1284, anno in cui Genova vinse Pisa nella battaglia della Meloria. Le navi genovesi si trovarono in una tempesta che squassò le stive: barili d’olio e sacchi di ceci si rovesciarono, bagnandosi con l’acqua di mare imbarcata nella tempesta. Finita la burrasca, l’equipaggio salvò il possibile, ma molti marinai rifiutando di mangiare quei ceci in poltiglia con olio e acqua, lasciarono le loro scodelle al sole. Il giorno dopo, però, quel composto somigliò molto ad una frittella: i marinai la gustarono e videro che era buono. Una volta scesi a terra migliorarono la ricetta, cuocendo la purea di ceci, olio e sale nel forno. Nacque così la farinata, soprannominata anche, in segno di scherno contro gli avversari, “l’oro di Pisa”.

 

Farinata: Liguria, ma non solo

Quando si pensa alla farinata si pensa quindi alla Liguria, ma ecco un’altra curiosità: la ricetta s’è diffusa in molte altre zone d’Italia e nel mondo: nel nord della Sardegna, in Piemonte e in Emilia-Romagna. Grazie all’emigrazione italiana la farinata è conosciuta persino nel sud America.

 

Cosa abbinare alla farinata

Nelle ricette regionali la si trova spesso guarnita in differenti modi, con cipolle, salsiccia, spezie fra cui il pepe o il rosmarino. Per un gusto diverso della base è possibile sostituire l’acqua con latte oppure brodo vegetale. Noi suggeriamo di tagliarla a quadrotti e guarnirla con spinaci saltati in padella e provola fresca. Invece tagliata a quadri e farcita con formaggio fresco si presta a diventare un appetizer diverso dal solito e molto genuino.